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RaggiCosmici PiccolaBen ritrovati lettori di MeteOne. Ci eravamo lasciati in Aprile con la prima parte di questa disamina sulle possibili cause dei Cambiamenti climatici (Cliccando qui potrete leggere la prima parte). Nella prima parte abbiamo citato i maggiori studi e teorie attualmente esistenti, in questa seconda parte invece ci addentreremo in una delle teorie citate, quella di Henrik Svensmark sui cicli solari. Per non appesantire troppo l'articolo, suddividerò questa seconda parte in altrettanti sezioni; piccole pillole climatiche per comprendere meglio le dinamiche fisiche da cui dipede la nostra vita su questa Terra.

L'ipotesi di Svensamark: in breve...

1) Una diminuzione o un aumento dell'attività solare implica una diminuzione o un aumento del flusso solare che protegge la terra dai raggi cosmici.
 
2) La diminuzione o l'aumento del flusso solare implica un cospicuo aumento o diminuzione dei raggi cosmici che colpiscono la Terra.
 
3) Un aumento o una diminuzione dei raggi cosmici comporta una diminuzione o un aumento delle nubi terrestri.
 
4) L'aumento o la diminuzione di nubi sulla Terra comporta a sua volta una diminuzione o un aumento della Temperatura terrestre. 

Questo in sintesi l'ipotesi di Svensmark, ma nella pratica cosa è stata sperimentato e cosa non è stato ancora sperimentato? 

- Gli studi tenuti in tutto il mondo sui raggi cosmici, grazie all'usilio di opportuni rilevatori - ricordiamo i rilevatori fatti installare dallo scienziato Zichichi in alcune scuole italiane - hanno fatto registrare un loro cospicuo aumento. Questo proprio in concomitanza di cicli solari molto deboli, e quindi di una diminuzione consistente del flusso solare verso la Terra. Quindi una parte della Teoria dello scienziato Danese è più che confermata, cosa invece ancora è oggetto di studio e sperimentazione?
 
- La parte più controversa dell'ipotesi riguarda la possibilità che i raggi cosmici possano contribuire alla formazione delle nuvole, per lo meno in certe condizioni. Secondo i calcoli di alcuni scienziati, studiando il periodo tra il 1984 e il 2004 la correlazione tra quantità nubi basse in determinate latitudini e livello di GCR risulterebbe superiore al 90% (Ukoskin et al, GRL 2006).
56 - Church Of Global Warming - Cosmic Ray Evidence
- Quindi se la teoria di Svensmark fosse confermata, il livello di GCR influirebbe sul clima se non altro perché aumenterebbe l'albedo dovuta alle nubi. Sostanzialmente il livello di attività solare influenzerebbe il clima terrestre in una buona parte.

Chi si sta occupando della sperimentazione: Raggi Cosmici = più nubi in atmosfera? 

Niente po po di meno che il Centro di Ricerca Nucleare Europeo il CERN di Ginevra. Con il progetto CLOUD ormai iniziato nell'anno 2009, l'istituto di ricerca ha come obiettivo primario scoprire come si comportano i raggi cosmici sulle particelle atmosferiche, e quanto potrebbero influire sulla creazione o meno di nubi. 
chamber
Per gli appassionati e per chi si vorrebbe cimentare su questo affascinante campo della ricerca riportiamo alcuni link utili:
 
- Il primo link è sui rilevatori di raggi cosmici, con la spiegazione sulle sue componente fondamentali, come funzionano e cosa servono, ma soprattutto per chi vuole cimentarsi nella sua costruzione: Clicca Qui
 
- Il secondo link è sul progetto CLOUD del Centro di Ginevra, qui potrete leggere in inglese maggiori informazioni e tenervi aggiornati sulle novità della sperimentazione: Clicca Qui
 
- Il terzo link è sul progetto ADA rivolto a scuole, istituti ma anche a studenti e appassionati, a questo link potrete trovare maggiori informazioni: Clicca Qui
 
Non vorrei dilungarmi ulteriormente per questa seconda parte della nostra full immersion nel mondo del Clima e dei cambiamenti climatici. Vi do appuntamento alla prossima, dove analizzeremo un po più da vicino sia il progetto ADA che il progetto CLOUD con le ultime novità sperimentali dal CERN. A presto... 
 
 
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