Meteone

La foto della "pozzanghera di fusione" in Groenlandia ha fatto il giro del mondo. Ma molti giornali l'hanno ripresa come simbolo inequivocabile dell'imminente catastrofe climatica. Ma cosa c'è di vero e cosa di falso in quello che è stato divulgato?

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La foto che vedete qui sopra, è stata scattata da un ricercatore, Steffen Olsen, mentre si dirigeva con la sua slitta verso una stazione meteorologica nella zona periferica della calotta di ghiaccio della Groenlandia. Molti giornali hanno detto che si dirigeva nel pieno della calotta glaciale groenlandese, cosa del tutto falsa, perché, come possiamo vedere dalla mappa qui sotto, si tratta della zona periferica, dove ogni anno i ghiacci si accumulano e si sciolgono in un normale ciclo invernale-estivo.
 
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Fatto sta che mentre si dirigeva verso la stazione si è imbattuto in una "gigante pozzanghera" sulla superficie della calotta di ghiaccio. Ma il fatto è VERAMENTE COSÌ ALLARMANTE?
I titoli dei giornali sono catastrofici, ma nel periodo estivo è del tutto normale che in Groenlandia si formino pozzanghere di fusione. Praticamente, come spiega Rasmus Tomboe nel tweet (qui sotto), la superficie di ghiaccio che fonde, non filtra, perché al di sotto abbiamo uno spesso strato di ghiaccio compatto e senza crepe di circa 1 metro, e al di sotto di esso diversi metri di acqua. Quindi rimanendo in superficie crea queste suggestive pozzanghere di fusione. Difatti ai cani e alle slitte non hanno ancora insegnato a camminare sull'acqua...
 
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IL GOLFO DI INGLEFIELD RIPRESO DAL SATELLITE IN TRE DIVERSE DATE
1. 31 Maggio 2019: appena due settimane prima delle foto sopra, il ghiaccio era in "ottime" condizioni (il colore bianco mostra l'assenza di acqua in superficie).
 
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2. 13 Giugno 2019 (lo stesso giorno in cui è stata scattata la foto a terra da Olsen): il fiordo è occupato interamente dal ghiaccio, ma il colore appare azzurro proprio perchè è coperto da un sottile strato d'acqua in superficie.
 
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3. 20 Luglio 2018: il ghiaccio marino è completamente fuso e resistono solo alcuni iceberg. Ugualmente anche quest'anno tra alcune settimane il golfo sarà completamente sgombro dal ghiaccio, che tornerà poi a formarsi in autunno (COME OGNI ANNO). 
 
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LA SITUAZIONE DEI GHIACCI ARTICI? 
Non mettiamo in dubbio che negli ultimi 30 anni i ghiacci artici siano in seria difficoltà, quello che non riusciamo a digerire è un informazione allarmistica ed errata. Negli ultimi 30 anni a dimostrazione della prossima imminente apocalisse, ci hanno tartassato con le storie più strampalate sugli orsi bianchi che affogano o affamati...
 
- Cliccando qui puoi leggere la fake news dell'orso affamato, foto che ha fatto il giro del mondo nel 2018 - 
 
Finito con gli orsi, nella scia allarmistica degli ultimi mesi, i giornali hanno voluto spacciare le normali pozzanghere di fusione, che avvengono all'inizio della stagione estiva in Groenlandia, spacciandole per un evento catastrofico.
MA COSA CI DICONO I DATI SCIENTIFICI? 
I ghiacci artici - Nell'immagine seguente abbiamo il grafico dei ghiacci artici (fonte ufficiale NSIDC), zoomato nel mese di Giugno/Inizio Luglio. Abbiamo preso gli ultimi anni dal 2019 al 2012 + la media 1981-2010. I ghiacci artici, come già detto sono in difficoltà, infatti gli ultimi anni risultano tutti sotto la media. Il 2019 dopo un forte calo, sta rientrando nel "gruppone" degli ultimi anni, per cui rispetto agli ultimi 8 anni la situazione non è cambiata di molto (vedremo più avanti il minimo, che di solito si tocca a settembre).
 
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I ghiacci groenlandesi - Così come i ghiacci artici anche i ghiacci groenlandesi negli ultimi 30 anni sono andati in forte difficoltà, ma dal 2013 lo scioglimento è rallentato parecchio. La mappa qui sotto mostra (in mm di acqua equivalente), a sinistra l'accumulo di massa, a destra il ghiaccio che si è perso nel periodo che va da 1 Settembre 2018 al 2 Giugno 2019, sempre rispetto alla media 1981-2010. 
 
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La bufala dei picchi di fusione nel mese di Giugno - Un'altro grafico, che sta facendo il giro dei social e di alcuni siti, che "dicono" di fare informazione scientifica contro i cattivi che vogliono la distruzione della Terra, mostra un picco di fusione dei ghiacci groenlandesi nel mese di Giugno. Loro affermano che nel mese di Giugno non sono mai capitati questi picchi e che picchi cosi intensi di fusione ci siano solamente nei mesi dopo (Luglio e Agosto).
 
Dove sta l'inganno? Nel prendere solamente alcuni dati (veri), nascondendo altri dati (veri), per dimostrare di avere ragione. Ricordiamo CHE UNA MEZZA VERITA' E' UNA BUGIA INTERA! 

1. IL GRAFICO INCONPLETO - Il famoso grafico mostra il picco di scioglimento del mese di Giugno (in rosso), confrontato con la media 1981-2010, e con i dati mediati (attraverso dei metodi statistici che si chiamano "scarto interquartile e scarto interdecile, con la cui spiegazione non tedieremo i nostri lettori). Vedendo questa immagina così, chiunque sarebbe allarmato, infatti il picco in rosso va oltre tutti gli altri dati del grafici. 
 
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2. IL GRAFICO COMPLETO - Ma andiamo a vedere il grafico (fonte ufficiale NSIDIC) completo dei picchi di fusione in Giugno degli altri anni, risulta che il picco rosso del 2019 non è isolato ma è eccompagnato da altri anni 2002, 2007, 2008, 2011, 2012.
 
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Ecco che allora capirete, carissimi lettori, che queste persone giocano con la buonafede dei loro lettori inesperti. 
Lo scioglimento dei ghiacci groenlandesi rallenterà nei prossimi anni: lo dice uno studio del "Nature Geoscience" 
Un articolo scientifico pubblicato recentemente su "Nature Geoscience" ha riscontrato come il più grande ghiacciaio della Groenlandia, Jakobshavn Isbrae, ha subito negli ultimi un drastico rallentamento in risposta al raffreddamento delle temperature oceaniche nelle acque vicino alla costa.
 
Lo studio utilizza i flussi di ghiaccio (ice flows) determinati dai satelliti negli ultimi 19 anni (dal 2000 al 2018) e la temperatura dell'oceano in un numero di misurazioni nel tempo. Le velocità del flusso del ghiaccio (ice flow speed), nella località selezionata ha raggiungo il picco di 7km/yr (chilometri all'anno) verso la fine del 2013, e successivamente ha rallentato fino a raggiungere un picco estivo di soli 5km/yr nel 2017. Allo stesso tempo, le temperature oceaniche registrate in profondità (250m), nella baia vicino all'ingresso del fiordo glaciale, sono diminuite drasticamente, da 3,5 gradi Celsius a 1,5 gradi Celsius. 
 
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La previsione nei prossimi anni? La previsione, secondo questo studio, vedrà nei prossimi anni un ulteriore rallentamento della velocità del flusso dei ghiacci groenlandesi e anche un rallentamento significativo di perdita di massa da parte del ghiacciaio stesso. 
 
"The authors of the study pointed out that, while it may appear that ice loss from the ice sheet is slowing, their results merely show how critical the interaction is between deep glacier ice and warm ocean water, and that it is inevitable, given a generally warming ocean, that rapid ice loss will again occur. However, the slowdown of ice flow at Jakobshavn Isbrae (and for other glaciers) for the past two years may imply slowing of mass loss, which may persist for several more years" - NSDIC
CONCLUSIONI
Alla luce di questi dati non capiamo perché si debba enfatizzare, estremizzare per forza una qualsiasi notizia legata al riscaldamento globale (Global Warming). Questo sicuramente non aiuta il dialogo scientifico, ne tantomeno aiuta le persone a capire qualcosa dell'argomento. Il tentativo di buttarla in caciara è sempre più forte.
 
Noi come sempre, senza schierarci da una parte e dall'altra di chi sostiene l'AGW e chi il NGW, continueremo a divulgare i dati così come sono.
 
Certamente alla luce dei rallentamenti sulla perdita di ghiaccio artico/groenlandese, sui record di freddo registrati in antartico, sulla pausa del GW e sulle previsioni errate dei modelli climatici degli ultimi 20 anni, ci poniamo interrogativi, e come noi anche il CERN se li è posti. Ricordiamo a proposito ai nostri lettori l'articolo di approfondimento sul progetto CLOUD del CERN di Ginevra, che studia i cambiamenti climatici dovuti ai raggi cosmici - cicli solari - effetto albedo delle nubi. 
 
Fonti usate per la redazione dell'articolo:
 
1. Article "Nature Geoscience" | Published: 25 March 2019 - Interruption of two decades of Jakobshavn Isbrae acceleration and thinning as regional ocean cools
2. NSIDC
 
 
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