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Anticamente si diceva “Anno bisesto, anno funesto”, ma ci siamo mai chiesti perché esiste l’anno bisestile? Per anno bisestile si intende quell’anno che ha nel mese di Febbraio un giorno in più (cioè invece di 28, abbiamo 29 giorni), e quindi al computo totale 366 giorni. L’anno 2016 è stato uno di questi… 

La superstizione ha sempre voluto che nelle irregolarità, in ciò che non fosse usuale, ripetitivo o perfetto, si nascondesse il male. Fin dalle origini dei primi calendari solari, si è creduto che gli anni con un differente numero di giorni fossero portatori di sventure. Tale questione è inverificabile perché completamente infondata. Il nostro interesse è però rivolto al motivo per cui ogni 4 anni, aggiungiamo un giorno in più al mese di Febbraio.

Cenni Storici

Antico calendario. Fonte: catalogo.museogalileo.itA partire dall’8 a.C. con il regno di Ottaviano Augusto, l’anno bisestile entrò a far parte definitivamente nel CALENDARIO GIULIANO, promulgato anni prima da Giulio Cesare.
In quel periodo storico, i giorni del mese erano scanditi dalle Calende, None e Idi e nella tradizione romana l’eventuale giorno in più veniva aggiunto al sesto giorno prima delle Calende di Marzo (le calende rappresentavano il primo giorno del mese), cioè il 24 febbraio. Questo giorno in più era conosciuto in latino “ante diem bis sextum Kalendas Martias” (doppio sesto giorno prima delle calende di Marzo).
Esisteva perciò negli anni bisestili un secondo sesto giorno prima delle calende di Marzo, il cosiddetto Bis Sexto (doppio sesto), da cui appunto deriva il termine attuale “BISESTILE”.

Mese di Gennaio (Januarius) del calendario giuliano.

CALENDARIO GIULIANO E CALENDARIO GREGORIANO

Nei paesi occidentali, compreso il nostro, il calendario Giuliano è stato sostituito dal CALENDARIO GREGORIANO, introdotto nel 1582 dal pontefice Gregorio XIII. A differenza del calendario Giuliano che aggiungeva un giorno in più ogni 4 anni, il nostro attuale calendario, quello Gregoriano, aggiunge un giorno ogni 4 anni, togliendo però 3 bisestili ogni 400 anni. Secondo le regole del calendario Gregoriano: “Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l'eccezione degli anni secolari (cioè divisibili per 100) che non siano divisibili per 400”.
Insomma ogni 4 anni abbiamo un anno bisestile, eccetto gli anni divisibili per 100 ma non per 400. Ad esempio il 1800 e il 1900 non sono stati bisestili, nonostante lo sarebbero stati secondo la regola dei 4 anni, mentre l’anno 2000 è stato bisestile perché divisibile per 100 e per 400.

I MOTIVI SONO DI NATURA ASTRONOMICA

I movimenti astronomici che rendono necessario l’introduzione dell’anno bisestile sono: il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole e il moto di precessione dell’asse terrestre. Ne spieghiamo adesso i motivi. L’asse terrestre, a causa della sua inclinazione (di un angolo di 23°) rispetto al piano su cui giace l’orbita della Terra (piano dell’eclittica) e, per effetto dell’azione gravitazionale combinata della Luna e del Sole, ruota descrivendo nel cielo una circonferenza nell’intervallo di tempo di 25800 anni.

Chiariamo ulteriormente il concetto

Attualmente la punta nord dell’asse terrestre è diretta verso la Stella Polare, al tempo degli Egizi (3000 anni fa) puntava Thuban (la vecchia stella polare) e in futuro tra 14000 anni punterà Vega (prossima stella polare), per poi tornare a puntare nuovamente l’attuale Stella Polare - α Polaris - tra 25800 anni (dopo che l’asse avrà tracciato una circonferenza completa).

La terra si comporta come una trottolaLa Terra si comporta come una trottola per cui non solo ruota su sé stessa attorno al proprio asse, ma ruota anche l’asse, il quale descrive una circonferenza sulla sfera celeste. Il moto rotatorio dell’asse è detto MOTO DI PRECESSIONE.
La Terra ruota in verso antiorario sull’orbita attorno al Sole, invece l’asse terrestre esegue la rotazione di precessione in senso orario, perciò il nostro pianeta per mostrarsi nella stessa posizione dell’anno precedente rispetto al Sole, non ha bisogno di un giro completo sull'orbita, ma di un angolo poco inferiore a 360°. Precisamente ha bisogno di 50’’ di arco in meno a causa del moto di precessione che lentamente sposta la faccia della Terra rivolta verso il Sole, anticipando di circa 20 minuti ogni anno il moto completo di rivoluzione.

ANNO TROPICO E ANNO SIDERALE

In termini di tempo la Terra si ritroverà nella stessa configurazione rispetto al Sole ogni 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Così è definito l’anno solare detto ANNO TROPICO. Invece il tempo impiegato per compiere una rivoluzione completa di 360° attorno al Sole, è detto ANNO SIDERALE e ha durata di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 9 secondi (20 minuti in più - equivalenti ad un’ampiezza angolare di 50’’ d’arco).

Essendo gli astronomi a conoscenza già da secoli di questi moti celesti, si è stabilito che il calendario seguisse la misura dell’ANNO TROPICO, cosicché equinozi e solstizi si verificassero all’incirca lo stesso giorno senza anticipare di anno in anno a causa della precessione, ed evitando così di avere le stagioni sfalsate (ad esempio la primavera a novembre). Il CALENDARIO GIULIANO imponeva che la durata di un anno dovesse essere di 365 giorni e 6 ore; quindi la somma delle 6 ore per 4 anni, dava origine a un giorno in più. Ma 365 giorni e 6 ore, sono 11 minuti in più rispetto alla durata dell’ANNO TROPICO e nei secoli la somma di 11 minuti ogni anno, avrebbe dato vita a giorni e giorni di scarto. Perciò il calendario Gregoriano attualmente utilizzato, prevede la sottrazione di 3 bisestili ogni 400 anni, portando la durata dell’anno a 365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 12 secondi. Lo scarto resta, ma non è di 11 minuti in più ogni anno, bensì di soli 26 secondi (la stima dei secondi di scarto si effettua su un periodo di 400 anni).
Questi scarti non si possono eliminare definitivamente perché non è possibile aggiungere le frazioni di giorno al calendario. Il giorno bisestile viene ancora oggi inserito nel mese di Febbraio: il 29 Febbraio.Anno Tropico e Anno Siderale. Copyright MeteOne

La continua precessione dell’asse terrestre, anticipa di anno in anno la posizione della Terra sul piano dell’eclittica.

In conclusione, lo scopo principale che ha portato all'introduzione dell’ANNO BISESTILE è quello di eliminare, rispetto ad un osservatore sulla Terra, i moti apparenti della precessione dell'asse terrestre, in particolare annullare gli effetti della precessione degli equinozi, in modo tale che le stagioni cadano sempre più o meno lo stesso giorno. Ciò che non avverrebbe se prendessimo come riferimento l'ANNO SIDERALE. In tal caso di anno in anno le stagioni cadrebbero sempre 20 minuti prima rispetto all'anno precedente.

 

 

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