Meteone

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Ormai da inizio mese si sta parlando molto della cometa che a dicembre 2015 e gennaio 2016 brillerà nei nostri cieli. Il suo nome scientifico è C/2013 US10 CATALINA. Analizziamola insieme!

 

Un po’ di storia

Catalina è stata scoperta il 31 ottobre 2013 grazie agli studi di ricerca condotti dal progetto Catalina Sky Survey, per la ricerca dei NEO (Near Earth Objects), da cui ha preso il nome. All’inizio fu classificata come semplice asteroide ma successivamente gli astronomi hanno capito la sua vera natura di cometa.

Catalina proviene dalla Nube di Oort, una ipotetica nube di comete (poichè non siamo ancora in grado di osservarla) che avvolge il Sistema Solare e da cui provengono molte delle comete di lungo periodo che attraversano la parte interna del Sistema Solare. Ha una traiettoria iperbolica, quindi aperta: questo significa che non tornerà più dalle nostre parti ma, passato il perielio, si perderà nelle profondità dell’Universo.

Solar 1

 

Cosa...Come...Quando

Gli astrofotografi di tutto il mondo si stanno divertendo ad immortalare questo particolare oggetto celeste durante il suo passaggio dalle nostre zone, catturando le varie fasi della sua evoluzione.

Questa cometa si presenta con due differenti code, una di ioni molto lunga e l’altra di polveri un pò più corta. Attualmente è al limite della visibilità ad occhio nudo, ciò significa che può essere individuata senza strumenti ottici in cieli privi di inquinamento luminoso e in assenza di Luna; pertanto è consigliabile l’utilizzo di binocoli o telescopi per osservare questa bella cometa in cieli normali (più è grande il diametro, più dettagli si potranno scorgere).

Nell’immagine qui sotto riportata, è descritta una simulazione del cielo invernale in direzione NE e la traiettoria di Catalina con le date delle sue posizioni: 

mappaCatalina 

Date da ricordare

1° gennaio 2016: la cometa Catalina sarà coinvolta in una stretta congiunzione con la luminosa stella Arturo, con una separazione di meno di un grado;

17 gennaio 2016: la cometa si troverà al perigeo (minima distanza dalla Terra), con una distanza di circa 112 milioni di chilometri.

Curiosità: come si dà il nome ad una cometa?

Quando viene scoperta una nuova cometa, per identificarla è necessario darle un nome. Negli ultimi due secoli, sono state cambiati diversi sistemi di nomenclatura per questi particolari oggetti celesti. Quella utilizzata ai giorni nostri, fornisce una serie di dati importanti per l’identificazione.

Per prima cosa viene specificata la natura della cometa:

- "P/" indica che è periodica;

- "C/" non periodica;

- "X/" non è possibile determinare un’orbita precisa;

- "D/" distrutta o persa;

- "A/" oggetto identificato in un primo momento come cometa ma poi classificato come asteroide.

Il secondo dato fornito nel nome scientifico di una cometa è l’anno in cui è stata scoperta.

Il terzo dato è una lettera, che indica la metà del mese in cui è stata scoperta la cometa (A-prima metà di gennaio, B-seconda metà di gennaio, C-prima metà di febbraio e così via), seguita da un numero il cui significato è l’ordine di scoperta; analizzando il nome della cometa Catalina, essa risulta essere la decima cometa scoperta della seconda metà di ottobre.

Infine, alla cometa viene dato il nome dello scopritore o i nomi dei coscopritori, come ad esempio la cometa "Shoemaker-Levy 9", scoperta contemporaneamente da Carolyn Shoemaker, Eugene Shoemaker e David Levy.

 

Galleria di immagini

Qui di seguito riportiamo alcune foto scattate ed elaborate da grandi astrofotografi a livello mondiale, come l'italiano Rolando Ligustri, Jan Sharp che ha immortalato la congiunzione della cometa con il pianeta Venere, e l'austriaco Michael Jäger che ha composto un mosaico di foto in cui è ripresa la coda di ioni di Catalina "disturbata" dal vento solare.

Immagine 1

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Immagine 2

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Immagine 3

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