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La scienza si evolve perché c'è qualcuno che dubita. Il dubbio è alla base del metodo sperimentale. Alla luce di errate previsioni climatiche degli ultimi 30 anni è doveroso porsi domande sulla teoria del riscaldamento globale antropico.

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INTRODUZIONE
LA SCIENZA AD UNA VOCE? Soventemente leggiamo che la scienza è totalmente a favore dell'AGW (Anthropic Global Warming), ovvero riscaldamento globale di tipo antropico. Questo non è vero, in ambito scientifico la teoria dell'AGW è fortemente dibattuta, o meglio è dibattuto il valore numerico dell'attività antropogenica che influenza la temperature terrestre.
 
INFLUENZA DELLA CO2 ANTROPICA - Non si mette in dubbio l'influenza dell'attività antropogenica (e quindi l'effetto serra dovuto alla CO2 antropica), ma quanto essa sia responsabile (numericamente parlando) del riscaldamento globale degli ultimi 50/60 anni. 
 
LA PAUSA DEL GW DELL'ULTIMO DECENNIO - Ricordiamo che TUTTI gli scienziati si sono chiesti "il perché" della pausa del GW intercorsa nel decennio 2000-2010. Le ricerche scientifiche per rispondere a questa pausa, sono molteplici e basta cercarle attraverso "Google Scholar": forecast global warming model pause.
 
A CHI E' STATA IMPUTATA LA PAUSA? La pausa è stata imputata principalmente all'assorbimento del calore da parte degli oceani, dallo scioglimento dei ghiacciai, dall'effetto albedo dovuto a un quantitativo maggiore di vapore acqueo e quindi maggior formazione di nubi in atmosfera.
 
MA ALCUNE RICERCHE HANNO EVIDENZIATO L'IMPORTANZA DEI RAGGI COSMICI - Alcune ricerche, tra cui quelle del CERN di Ginevra, hanno sottolineato però l'importanza anche dei raggi cosmici (legati ai cicli solari), come regolatori della formazione delle nubi e quindi il relativo effetto albedo che ne deriva. Sul nostro portale ne abbiamo già parlato ampiamente: Il progetto CLOUD del CERN di Ginevra - Leggi l'articolo
 
NON FACCIAMO IL TIFO PER UNA O PER L'ALTRA TEORIA - Su questo portale abbiamo più volte trattato il tema dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, cercando di sviscerare le varie teorie pro AGW e pro NGW, quest'ultimo acronimo che sta a indicare il riscaldamento globale di tipo naturale. Non tifiamo affinché un'idea o l'altra sia approvata attraverso il metodo scientifico, ma che venga fuori la verità delle cose.
 
LA SCIENZA CERCA LA VERITA' - La scienza ha un solo obiettivo cercare la verità dei processi fisici, chimici, biologici, ecc. Il tifo da stadio produce solamente fazioni politiche (da una parte e dall'altra, lo ribadiamo sempre). Le teorie vanno sperimentate e messe alla prova, questo è alla base della scienza.
 
L'IMPORTANZA DI DUBITARE - Il metodo sperimentale vuole che ogni teoria per essere approvata passi sotto il fuoco incrociato dei dubbi. Il dubbio, come la stessa etimologia della parola suggerisce, parte da DUE differenti o contrapposte interpretazioni della realtà, ed è essenziale per poter arrivare all'UNICA realtà. In questo ci vengono in aiuto due tipi di ragionamenti; INDUTTIVO (dal particolare all'universale) E DEDUTTIVO (dall'universale al particolare).
 
LA SCIENZA NON SI FA PER ALZATA DI MANO - Non si può prendere per certa una teoria per alzata di mano: "la maggior parte della popolazione la pensa così", "la maggior parte degli scienziati la pensa così" (anche se come vedremo di seguito, non è neanche così). La scienza si è evoluta perché qualcuno ha posto dei dubbi. 
 
ATTENZIONE: NON SI DUBITA CIO' CHE GIA' E' STATO AMPIAMENTE DIMOSTRATO - I meno esperti potrebbero incappare nei complottismi "made-2000", che mettono in dubbio la stessa realtà sperimentale. Il relativismo spinto ha portato a teorie fantasiose come la Terra piatta, le scie chimiche, la pericolosità dei vaccini ecc. Quello che la scienza ha validato nei secoli, attraverso le sperimentazioni, sono verità indissolubili, chi le mette in dubbio, non sta facendo altro che tornare indietro di qualche secolo per scoprire quello che è già stato scoperto. 
 
NON E' IL CASO DELL'AGW/NGW - Questo non è assolutamente il caso della Teoria dell'AGW o dell'NGW, che necessitano ancora di un lungo processo di osservazione e sperimentazione. Qualsiasi climatologo vi potrà dire che conosciamo ancora molto poco del sistema intricato e complicatissimo del CLIMA TERRESTRE. Immaginate che la Climatologia necessita di una pluralità di scienze come la Fisica dell'Atmosfera, l'Astrofisica, la Geologia, la Glaciologia, la Chimica, ecc. per poter esistere.
 
NON ESISTONO I TUTTOLOGI: L'UMILITA' DELLA SCIENZA - I tuttologi non esistono, ma esiste la collaborazione tra tutte queste realtà. Ciò che tiene in piedi la Climatologia, e la scienza in genere, è l'umiltà del collaborare, del mettere a disposizione ciò che si sa, e fermarsi dove non si sa. 

LE DUE PETIZIONI CHE HANNO APERTO IL DIBATTITO IN ITALIA

Di seguito riporteremo le due petizioni contrapposte che hanno aperto il dibattito sul clima in Italia. Come portale non siamo a favore né di una, né dell'altra. Concordiamo con alcuni punti di una e con alcuni punti dell'altra, ve le riportiamo così come sono, senza però ulteriori commenti, se non quello di suddividere in "argomenti" la prima petizione, per una meglio comprensione del lettore: 
1. PETIZIONE A SFAVORE DELLA TEORIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO
Di seguito riportiamo fedelmente la petizione di decine di scienziati italiani, tra cui citiamo il Prof. e Climatologo Franco Prodi e il Prof. Renato Ricci presidente della società di Fisica italiana ed Europea, rivolta ai Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati e del Consiglio dei Ministri dell'Italia --> 
 
I firmatari sottolineano quanto sia importante combattere l'inquinamento marino e terrestre:
 
I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell'ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l'inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini.
 
Ma bisogna differenziare l'inquinamento citato sopra, dalla battaglia alla CO2:
 
Bisogna però essere consapevoli che l'anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta. 
 
Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall'utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano immediatamente adottate. A tale proposito, numerose nazioni del mondo hanno aderito a programmi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda, ad adottare programmi sempre più esigenti dalla cui attuazione, che comporta pesanti oneri sulle economie dei singoli Stati aderenti, dipenderebbe il controllo del clima e, quindi, la "salvezza" del pianeta.
 
L'origine esclusivamente antropica del riscadalmento globale è dedotta solamente da alcuni modelli climatici, e non è dimostrata:
 
L'origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models. Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l'esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell'ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche.
 
La variabilità naturale non è conteplata dai modelli climatici e non spiega i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni:
 
Il clima è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, per cui occorre affrontarlo con metodi adeguati e coerenti al suo livello di complessità. I modelli di simulazione climatica non riproducono la variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi caldi durante l'Ottimo dell'Olocene. Questi periodi del passato sono stati anche più caldi del periodo presente, nonostante la concentrazione di CO2 fosse più bassa dell'attuale, mentre sono correlati ai cicli millenari dell'attività solare. Questi effetti non sono riprodotti dai modelli.
 
Il riscaldamento osservato negli ultimi secoli, in realtà è iniziato nel 1700 (uno dei periodi più freddi degli ultimi 10.000 anni):

Va ricordato che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l'attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre. 
 
I modelli climatici hanno fallito nel vedere le oscillazioni decadali: 
 
Inoltre, i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni. Queste sono state responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi (2000-2019) hanno visto non l'aumento previsto dai modelli di circa 0.2°C per decennio, ma una sostanziale stabilità climatica che è stata sporadicamente interrotta dalle rapide oscillazioni naturali dell'oceano Pacifico equatoriale, conosciute come l'El Nino Southern Oscillations, come quella che ha indotto il riscaldamento momentaneo tra il 2015 e il 2016.
 
Nessua correlazione tra eventi estremi e aumento della CO2, ma cicli naturali legati all'indice climatico AMO: 

Gli organi d'informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal suddetto ciclo di 60 anni. Se ad esempio si considerano i dati ufficiali dal 1880 riguardo i cicloni atlantici tropicali abbattutisi sul Nord America, in essi appare una forte oscillazione di 60 anni, correlata con l'oscillazione termica dell'Oceano Atlantico chiamata Atlantic Multidecadal Oscillation. I picchi osservati per decade sono tra loro compatibili negli anni 1880-90, 1940-50 e 1995-2005. Dal 2005 al 2015 il numero dei cicloni è diminuito seguendo appunto il suddetto ciclo. Quindi, nel periodo 1880-2015, tra numero di cicloni (che oscilla) e CO2 (che aumenta monotonicamente) non vi è alcuna correlazione.
 
La sensibilità climatica all'aumento della CO2 vede un'incertezza enorme da 1 a 5°C:
 
Il sistema climatico non è ancora sufficientemente compreso. Anche se è vero che la CO2 è un gas serra, secondo lo stesso IPCC la sensibilità climatica ad un suo aumento nell'atmosfera è ancora estremamente incerta. Si stima che un raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica, dai circa 300 ppm preindustriali a 600 ppm, possa innalzare la temperatura media del pianeta da un minimo di 1°C fino a un massimo di 5°C. Questa incertezza è enorme. In ogni caso, molti studi recenti basati su dati sperimentali stimano che la sensibilità climatica alla CO2 sia notevolmente più bassa di quella stimata dai modelli IPCC.
 
Sovrastimato il contributo antropico: 
 
Allora, è scientificamente non realistico attribuire all'uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica naturale, soprattutto quella indotta dal sole, dalla luna, e dalle oscillazioni oceaniche.
 
Sono i fatti e non gli aderenti a consolidare una teoria:
 
Infine, gli organi d'informazione diffondono il messaggio secondo cui, in ordine alla causa antropica dell'attuale cambiamento climatico, vi sarebbe un quasi unanime consenso tra gli scienziati e che quindi il dibattito scientifico sarebbe chiuso. Tuttavia, innanzitutto bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria scientifica consolidata.
 
Variabilità di opinioni sulle cause del riscaldamento globale osservato: 
 
In ogni caso, lo stesso preteso consenso non sussiste. Infatti, c'è una notevole variabilità di opinioni tra gli specialisti – climatologi, meteorologi, geologi, geofisici, astrofisici – molti dei quali riconoscono un contributo naturale importante al riscaldamento globale osservato dal periodo preindustriale ed anche dal dopoguerra ad oggi. Ci sono state anche petizioni sottoscritte da migliaia di scienziati che hanno espresso dissenso con la congettura del riscaldamento globale antropico. Tra queste si ricordano quella promossa nel 2007 dal fisico F. Seitz, già presidente della National Academy of Sciences americana, e quella promossa dal Non-governmental International Panel on Climate Change (NIPCC) il cui rapporto del 2009 conclude che «La natura, non l'attività dell'Uomo governa il clima».
 
In conclusione, posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l'approvvigionamento energetico dell'umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l'illusoria pretesa di governare il clima.
 
Roma, 17 Giugno 2019
COMIT
 
2. LA PETIZIONE CONTRARIA E LA RISPOSTA DEGLI SCIENZIATI A FAVORE DELL'AGW
Non la svisceriamo in titoli esemplificativi, come abbiamo fatto con quest'ultima, perchè è già divisa in punti da a ad h, facilmente comprensibili: 
È urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Chiediamo che l'Italia segua l'esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi ed il trasporto, trasformando l'economia in modo da raggiungere il traguardo di 'zero emissioni nette di gas serra' entro il 2050.
 
Tale risultato deve essere raggiunto per i seguenti motivi:
 
a) Dati osservati provenienti da una pluralità di fonti dicono che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate che stanno avvenendo su scale di tempo estremamente brevi;
 
b) Le osservazioni indicano chiaramente che le concentrazioni di gas serra in atmosfera, quali l'anidride carbonica e il metano, sono in continua crescita, soprattutto a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in seguito ad un utilizzo sempre più massiccio di combustibili fossili e al crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, quali gli allevamenti intensivi;
 
c) Le misure dell'aumento dei gas-serra e delle variazioni del clima terrestre confermano ciò che la fisica di base ci dice e quanto i modelli del sistema Terra indicano: le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici a scala globale cui stiamo assistendo;
 
d) Migliaia di scienziati che studiano il clima del sistema Terra, la sua evoluzione e le attività umane, concordano sul fatto che ci sia una relazione di causa ed effetto tra l'aumento dei gas serra di origine antropica e l'aumento della temperatura globale terrestre, come confermato dai rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale;
 
e) I modelli numerici del sistema Terra basati sulle leggi della fisica sono gli strumenti più realistici che abbiamo a disposizione per studiare il clima, per analizzare le cause dei cambiamenti climatici osservati e per stimare possibili scenari di clima futuro; questi modelli sono sempre più affidabili grazie all'accrescimento della rete di osservazioni utilizzate per validare la loro qualità, al miglioramento della nostra conoscenza dei fenomeni che influenzano il clima e alla disponibilità di risorse computazionali ad alte prestazioni;
 
f) L'esistenza di una variabilità climatica di origine naturale non può essere addotta come argomento per negare o sminuire l'esistenza di un riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra; la variabilità naturale si sovrappone a quella di origine antropica, e la comunità scientifica possiede gli strumenti per analizzare entrambe le componenti e studiare le loro interazioni;
 
g) Gli scenari futuri "business as usual" (cioè in assenza di politiche di riduzione di emissioni di gas serra) prodotti dai tutti i modelli del sistema Terra scientificamente accreditati, indicano che gli effetti dei cambiamenti climatici su innumerevoli settori della società e sugli ecosistemi naturali sono tali da mettere in pericolo lo sviluppo sostenibile della società come oggi la conosciamo, e quindi il futuro delle prossime generazioni
 
h) Devono essere pertanto intraprese misure efficaci e urgenti per limitare le emissioni di gas serra e mantenere il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici ad esso associati al di sotto del livello di pericolo indicato dall'accordo di Parigi del 2015 (mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, e perseguire sforzi volti a limitare l'aumento di temperatura a 1,5 °C);
 
Queste conclusioni sono basate su decine di migliaia di studi condotti in tutti i paesi del mondo dagli scienziati più accreditati che lavorano sul tema dei cambiamenti climatici. È sulla base di queste conclusioni che vanno prese decisioni importanti per la lotta ai cambiamenti climatici piuttosto che su documenti, come la lettera datata 17 giugno e firmata da un gruppo formato quasi esclusivamente da non-esperti sulla scienza dei cambiamenti climatici (come comprovato dai loro curricula di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali), in cui è stato messo in discussione con argomentazioni superficiali ed erronee il legame tra il riscaldamento globale dell'era post-industriale e le emissioni di gas serra di origine antropica ('Petizione sul riscaldamento globale antropico, datata 17 giugno 2019).
 
Concludiamo riaffermando con forza che il problema dei cambiamenti climatici è estremamente importante ed urgente, per l'Italia come per tutti i paesi del mondo. Politiche tese alla mitigazione e all'adattamento a questi cambiamenti climatici dovrebbero essere una priorità importante del dibattito politico nazionale per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni.
 
Questa lettera è stata iniziata da Roberto Buizza (Fisico/matematico, Prof. Ordinario di Fisica, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) il 3 luglio 2019, e ad oggi è stata firmata da un Comitato Promotore di 300 persone di scienza e cultura, tra cui moltissimi esperti di fisica del sistema Terra e del clima.

IN CONCLUSIONE

In Italia finalmente si è iniziato a discutere di clima, probabilmente in toni un po accesi, ma necessari per iniziare un dibattito serio su di esso. L'unica cosa che stigmatizziamo della seconda petizione, è il tentativo di non reputare esperti i componenti della prima petizione, come se tra tutti quelli che hanno firmato la seconda non ce ne fossero. Ricordiamo che il Prof. Franco Prodi e il Prof. Ricci non hanno bisogno certamente di presentazioni. Speriamo in un dibattito serio, acceso, ma senza colpi bassi, come quello di screditare il lavoro degli altri. Qualsiasi tentativo di farlo sarà oggetto di dure prese di posizioni da parte del nostro portale. La scienza si evolve con il dibattito non con i salottini da talk show televisivi.
 
 
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