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PolarvortexwinterSiamo alla vigilia di una potente offensiva da parte del vortice polare in persona su una larga fetta d’Europa, Italia compresa (specie quella centro-settentrionale).

Andiamo a scoprire, insieme, una situazione che non capita, certamente, di frequente. Partiremo con l’analizzare le figure bariche meno importanti per poi arrivare a quelle più significative.

In basso a destra della nostra figura scorgiamo due vortici di bassa pressione, uno sull’Europa sud-orientale (con annessi due fronti perturbati, uno freddo ed uno occluso, quindi ibrido) ed uno posizionato sull’Italia meridionale che ha apportato condizioni perturbate, con temporali e nevicate a bassa quota, favorite dall’afflusso d’aria fredda da NE (non di estrazione continentale bensì marittima), come si può ben notare dalla freccia blu.

Il vortice in questione è accompagnato da un fronte freddo (linea blu), che gira attorno al perno di bassa pressione. Tale figura perturbata ha avuto un ruolo significativo sino ad oggi ma sta perdendo notevolmente forza ed, entro breve tempo, esaurirà la fenomenologia correlata.

Adesso, invece, spostiamo l’attenzione sulle due figure di alta pressione, quella delle Azzorre in basso a sinistra e quella russa in alto a destra. Momentaneamente sono “legate” idealmente da un debole ponte alto pressorio (linee tratteggiate viola).

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L’alta pressione russa, fra circa una settimana, potrebbe avere un ruolo piuttosto importante, spingendo masse d’aria artica-continentale (quindi fredde al suolo) grazie all’unione parziale con l’alta pressione delle Azzorre ed al risucchio creato da un vortice di bassa pressione che si andrà a creare sull’Italia, ma stiamo divagando su fatti molto, anzi, troppo lontani e, comunque, non riguardanti l’articolo in questione.

Per quanto riguarda il ruolo, invece, dell’alta pressione delle Azzorre, tale figura pressoria avrà il merito di ergersi verso Nord (freccia rossa) aiutando il ramo europeo del vortice polare a sprofondare verso sud, in direzione dell’Italia. Ed ecco, quindi, arrivati all’ultima figura del reparto europeo.

Un vastissimo vortice di bassa pressione sta sprofondando verso Sud-Sud Est (figura B in alto a sinistra), a causa dell’elevazione, come detto prima, dell’alta pressione delle Azzorre verso Nord. Tale vortice vede la presenza di diversi fronti, uno caldo prefrontale, ed altri, freddi, in rapida discesa verso l’Europa.

Tale elemento è un “pezzo” vero e proprio del vortice polare (che, come dice la parola stessa, risiede, solitamente, attorno alle zone polari) ma che, in tale frangente, si sta fiondando, con una sua parte, sull’Europa, andando a colpire in pieno anche l’Italia. Ma la parola Vortice Polare non deve far pensare ad un freddo record, bensì a molta instabilità e vento.

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Infatti, l’aria racchiusa in esso, è di origine polare-marittima, dunque molto fredda in quota (-35°c a 5000 metri di quota) ed instabile (sia perché carica d’umidità sia perché dotata di forte differenza di temperatura tra le alte e le basse quote), ma al suolo, avendo sorvolato l’Oceano, si è mitigata (pur rimanendo, ovviamente, fredda).

Il crollo barico sarà imponente ed in 48 ore, sul Nord Italia, si perderanno circa 40 mb (veramente notevole), con un minimo di bassa pressione stimato attorno ai 974 mb (anche tale valore, in Italia, è veramente una cosa molto rara) e geopotenziali in quota di appena 508 DAM (non è questo l’articolo per spiegare tali definizione ma, in poche parole, i DAM sono la misura in decametri della quota alla quale si misura una pressione atmosferica di 500 hPa).

Per far notare ancora meglio la questione, in via straordinaria, pubblichiamo due mappe del modello previsionale GFS relative alla mattina del 30 gennaio.

Nella prima si può notare la profondissima depressione centrata sul Nord Italia.

Nella seconda mappa, invece, si può osservare lo stato barico a livello dell’emisfero settentrionale.

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Semplificando, si può facilmente notare come il vortice polare verrà spezzato in 3 segmenti dall’azione congiunta dell’anticiclone delle Auleatine (ad ovest dell’Alaska) e dall’Anticiclone delle Azzorre (parzialmente, anche, da un timido anticiclone dinamico sull’ovest della Russia). Uno di questi 3 “pezzi”, ripetiamo, si getterà sull’Europa, coinvolgendo in pieno anche l’Italia, specie i settori centro-settentrionali.

Per finire, un piccolo accenno previsionale: tra domani e Domenica si avrà diversa instabilità, specie sui settori Tirrenici meridionali, mentre al Nord si potrà assistere a qualche debole pioggia e nevicata sino a quote pianeggianti.

A seguire, forse, si avrà uno slancio più forte verso Nord-Est dell’Anticiclone delle Azzorre che si unirà a quello russo, favorendo l’ingresso di correnti non più polari-marittime ma artico-continentali, quindi meno umide e più fredde al suolo, con diversi minimi di bassa pressione (forse più probabili sul centro Italia, ma ancora non prevedibili), che apporteranno un calo termico più marcato e nevicate anche a livello di pianura, specie sul Nord Italia.

**Attenzione ai venti molto forti specie sulle zone Appenniniche nella giornata di Sabato.

Discussione Utenti
Re: Sua maestÃ* il vortice polare -- Geloneve
Saturday, 31 January 2015 06:59
Grazie. :)
Re: Sua maestÃ* il vortice polare -- SuperStorm92
Friday, 30 January 2015 17:35
Davvero un bell'articolo, bravo ;)
Re: Sua maestÃ* il Vortice Polare -- Geloneve
Friday, 30 January 2015 16:05
Grazie! :)
Re: Sua maestÃ* il vortice polare. -- gianvi97
Thursday, 29 January 2015 21:04
Ottima analisi veramente!

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